|
Fossò (VE) Riviera del Brenta,Italia
Il comune di Fossò si trova a circa 12 km da Padova e da Piove di
Sacco e a circa 35 km da Venezia, nella zona denominata Riviera del
Brenta.
La Riviera del Brenta è la zona urbana, storico-paesaggistica,
distribuita lungo il "Naviglio del Brenta", il vecchio alveo della
Brenta Vecchia, del fiume Brenta che inizia a Stra e sfocia a Fusina
nella laguna di Venezia; coinvolge i paesi di Stra, Fiesso d'Artico,
Dolo, Fossò, Mira, Oriago e Malcontenta.

I nobili veneti venivano trasportati sul fiume da un battello
chiamato Burchiello trainato dalle rive da uomini, buoi o cavalli,
mentre le merci erano trasportate da barche chiamate Burci. Ancora
oggi la crociera lungo la Riviera del Brenta costituisce
un’attrattiva turistica.
Fossò e la sua storia
Il comune di Fossò si stende in una fertilissima area pianeggiante,
nella zona della "Riviera del Brenta" tra Padova e Venezia. Il
toponimo può essere fatto derivare da "Fossadum", riferito ad un
probabile ramo minore del Brenta.

E' ignota la ragione che determinò il formarsi del primo agglomerato
di Fossò, poichè il più antico documento esistente consente soltanto
d'appurarne l'esistenza all'alba dell'Xl' secolo: si tratta della
conferma data nel 1025 dall'imperatore Corrado il Salico riguardo
all'acquisizione effettuata da Bono, abate di Sant'llario, di più
poderi ("massaricias") dislocati in varie località fra cui Fossò.
Un atto di compravendita di terreni, di poco posteriore (1073)
rileva inoltre che il paese è già formato, attribuendogli il titolo
di "villa" e specifica che è posto nella giurisdizione della "pieve"
di Sermacia, cioè Vigonovo.
Fossò Monumenti e luoghi di interesse
- Antica parrocchiale di San Bartolomeo
Nel paese rivierasco permane comunque la chiesa del ‘700 che
recentemente è stata restaurata. I lavori di restauro, terminati a
settembre 2005, hanno portato alla luce i resti della prima Chiesa,
costruita nel 1335. Sono stati rimessi a nuovo, con il restauro, il
grande affresco di fine ‘700, che si trova sul soffitto della
navata, e che si ipotizza sia opera dell’abilissimo "frescante"
Giambattista Canal. Inoltre nuova luce ha ritrovato anche la tela
della gloria di San Bartolomeo e le due tele, che per il momento si
trovano ancora nella chiesa arcipretale, ma che dovrebbero essere
portate all’interno della chiesa del ‘700, di “San Lorenzo” opera di
Antonio Vason e quella dedicata ai santi Luigi e Gaetano opera del
1800 di Alessandro Longhi. L’organo è ancora in fase di restauro
mentre le statue di san Pietro e san Paolo hanno trovato la loro
originaria collocazione nelle nicchie della facciata principale.
- Chiesetta della Beata Vergine del Rosario
La chiesetta nasconde affreschi del Settecento in fase di
ritrovamento.
Affreschi su marmorino con immagini di santi che nelle giornate più
umide si lasciano vedere ed ora, in parte portati alla luce, una
decorazione a cornicione che avvolge in modo continuo le quattro
pareti, oltre trenta incisioni raffiguranti corone di rosario che
rappresentano “ex voto”, l’antica tradizione votiva locale dei
poveri e, infine, il grande altare centrale di origine veneziana.
L’oratorio, ultimo immobile appartenente alla “Mansioneria
Mescalchin” istituita nel febbraio del 1831 per aiutare i poveri del
comune di Fossò e punto di riferimento religioso dell’epoca, è parte
del complesso monumentale costituito dal cinquecentesco palazzo
Manfredini e da villa Sargenti. Ora, grazie ai lavori di restauro,
la chiesetta della Madonna del Rosario sta acquistando nuova luce.
Da Wikipedia la libera enciclopedia.
|