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HOTEL COLLE DELLA TRINITA' **** Perugia (PG) Loc. Fontana - Umbria
Hotel Colle della Trinità... la più bella
terrazza sull'Umbria.
L'impareggiabile vista su Perugia, Assisi, Monte Subasio ed i Monti
Sibillini, ci fà meritare l'appellativo di “la più bella terrazza a
4 stelle dell’Umbria”. Ci troviamo in un Parco secolare protetto,
immersi in un mare di natura verde incontaminata...la cornice
perfetta per il vostro soggiorno in un'atmosfera di fresco relax.
Base ideale per escursioni di carattere artistico culturale: la
città di Perugia è a 9 Km, Corciano è a 5 km , Assisi è a 25 Km,
Gubbio è a 35 Km, Todi è a 50 Km e il Lago Trasimeno è a 15 Km. Al
Colle della Trinità troverete 50 camere completamente ristrutturate,
una corte trecentesca nella quale troverete il ristorante “Il
Colle”, una graziosa chiesetta, terrazza belvedere e veranda estiva;
piscina discoteca e museo Etrusco del Vino. Possibilità di Meeting e
Convegni fino a 100 persone.

Piscina
L'Hotel Colle della Trinità mette a disposizione dei suoi ospiti
un'ampia piscina inserita nel verde parco dell'hotel, per passare
dei gradevoli e freschi momenti indimenticabili.
Sala Convegni
Un incontro di business, un'importante conversazione privata, un
prestigioso convegno o un congresso con videoconferenza, unitamente
ad un impeccabile servizio e alla più avanzata tecnologia, trovano
una cornice funzionale e suggestiva tra le location offerte
dall'Hotel Colle della Trinità.
Museo Etrusco
“Nessun'altra terra più dell'Etruria gode della vite”. Così, duemila
anni fa, Plinio il Vecchio esaltava il vino etrusco, famoso in tutto
il mondo antico. È nello spirito dell'autore della “Naturalis
Historia” che, a Perugia presso l'Hotel Colle della Trinità, nasce
il Museo Etrusco del Vino.
In questo luogo, lungo le pareti affrescate da Omero Bordo,
“l'Ultimo Etrusco”, viene celebrata la cultura enologica del popolo
dei Lucumoni, una ricchezza che essi hanno lasciato in eredità ad
Umbria, Alto Lazio e Toscana. Perché degli etruschi non ci restano
solo reperti, tombe, gioielli ed altre meravigliose opere d'arte, ma
anche una cultura del bere che, pur dopo la loro scomparsa, ha
continuato a prosperare nelle abitudini degli abitanti delle terre
un tempo conosciute come Etruria.
Di questa eredità culturale, il vino è parte fondamentale. Certo è
difficile, se non impossibile dire quali tra i vigneti coltivati
dagli Etruschi siano identificabili con quelli attualmente prodotti
nella zona corrispondente all'antica Etruria. Troppi secoli sono
trascorsi, troppe evoluzioni e troppi incroci si sono verificati
perché sia possibile dare una risposta. Sicuramente esistono
parentele, affinità, similitudini fra i vini etruschi odierni e
antichi. Purtroppo, non sappiamo quali.
Ciò che sappiamo è che, allora come oggi, i vini etruschi vengono
celebrati per la loro qualità.
Come i sommelier dei nostri giorni esaltano i sapori e i profumi dei
vini di Umbria, Toscana e Alto Lazio, così duemila anni fa Plinio il
Vecchio consigliava di gustare il vino prodotto tra Tarquinia e
Cerveteri, e Marziale esaltava la bontà dei vitigni etruschi, che
producevano un nettare “che non si smetterebbe mai di bere”.
Continuità nella qualità, dunque. Ma anche negli usi e nei costumi
connessi alla produzione e al consumo del vino. Bevanda che, anche
al tempo degli Etruschi, era associata all'idea del convivio, del
divertimento e della festa. |