NARNI - (NARNIA)
... Narni fu colonia romana con nome di Narnia, e nel 233 a.C. divenne importante fortificazione
per la costruzione della via Flaminia...

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Narni la rocca degli Albornoz
Narni (TR) Umbria,Italia - Italy
Le prime notizie storiche su Narni, all'epoca "Nequinum", risalgono al 600 a.C., ma la zona era abitata fin dall'epoca neolitica. Nel 299 a.C. fu colonia romana con nome di Narnia, e nel 233 a.C. divenne importante fortificazione per la costruzione della via Flaminia.
Nel 90 a.C. divenne Munucipio. Fu esposta alle invasioni barbariche a causa della sua posizione dominante, e divenne libero comune nel sec. XI: tra i secoli XII e XIV toccò il suo massimo splendore. Durante il rinascimento fu frequentata da artisti di primissimo calibro quali il Rossellino, il Ghirlandaio, il Vecchietta, Antoniazzo Romano e lo Spagna. Nel 1527 fu presa con il tradimento dai Lanzichenecchi, che la incendiarono.
Artisti quali gli Zuccari, il Vignola, il Sangallo e lo Scalza parteciparono alla ricostruzione, e nel 1664 fu fondata la biblioteca comunale.
Tra i personaggi illustri nati a Narni ricordiamo l'imperatore romano Cocceio Nerva, il Gattamelata (Erasmo da Narni), la Beata Lucia, Berardo Eroli, Galeotto Marzio.

San Liberato di Narni
Il piccolo centro è posto all'estremo limite del Comune di Narni e della regione, verso io Lazio, sulla sponda destra del Nera. Se ne parla a proposito di un episodio della guerra tra Martino V (1417-1431) e suo nipote Antonio Colonna che aveva il suo dominio nella vicina Orte. Si sa che in quella occasione molti uomini di San Liberato rimasero uccisi o feriti per mano delle milizie guelfe del Papa.

Emerge ben visibile la torre di avvistamento a base quadrata completamente inserita all'interno dell'abitato. A poca distanza un bacino artificiale, l'Oasi di San Liberato, per usi idroelettrici rompe oggi il cammino del Nera.

La Corsa all'Anello

La Storia
La "Corsa all’Anello" di Narni nasce verso la prima metà del 1300 in onore del Santo Patrono Giovenale. Nel giorno in cui a Narni si riunivano le autorità, religiose e comunali, i rappresentanti dei Castelli sottoposti alla giurisdizione della città per celebrare la gloria del Santo Patrono, il Comune organizzava manifestazioni e gare varie esaltando così l’abilità dei giovani narnesi che dimostravano la loro preparazione nella difesa della città contro chiunque attentasse alla sua libertà. Tre giorni prima della festa del patrono, il "Dominus Vicarius" faceva leggere il "Bando" con il quale si invitavano i giovani dei vari Terzieri cittadini a gareggiare e tutto il popolo a festeggiare in onore di San Giovenale. Dopo aver reso omaggio nella Cattedrale alle spoglie del Santo, il popolo si radunava nella Piazza dei Priori, da dove partivano a turno ed in ordine d’importanza i Cavalieri dei Terzieri lanciandosi al galoppo verso l’anello cercando di infilarlo con la lancia. L’anello era posto all’inizio della Via Maggiore (oggi Via Garibaldi) ed era tenuto ad una certa altezza dal suolo da due tenui cordicelle tirate tra gli opposti caseggiati.

Ricalcando la tradizione ormai consolidata nel tempo, tutti gli anni, nella seconda Domenica di Maggio, Narni rivive giornate dove, al folklore di una sfilata di costumi che non sfigurerebbero in una scena teatrale o in un film storico, si aggiunge il clima rovente di una tenzone equestre che non è seconda a nessun’altra rievocazione storica. L’avvenimento coinvolge tutta la città, ancora oggi agglomerato medievale arroccato, saldamente e con tenacia ardita, su di un monte ricco di verde e di strapiombi dove l’occhio ha difficoltà a saziarsi in quanto offre la natura e la storia del luogo.
Per dieci giorni, tra manifestazioni varie e cortei, la gente si riunisce in locande o taverne quasi a prepararsi con l’animo e la mente all’apoteosi finale: una corsa veloce e misurata nella precisione che un gruppo di cavalieri arditi affronta, perché un Terziere alla fine debba prevalere sugli altri conquistando l’anello d’argento.