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Albergo Locanda Mezzosoldo***, Spiazzo 649 m s.l.m.(TN) Val Rendena,
Trentino Italia - Italy
l'Hotel - Locanda Mezzosoldo è sito a Spiazzo, località della
Val Rendena.
Dista
3 km da Pinzolo e 15 da Madonna di Campiglio, situato nelle
Dolomiti
al centro del parco naturale Adamello Brenta
La Struttura:
26 stanze di cui 5 a tre letti, 19 doppie, 2 singole.
Servizi in stanza – Ascensore –TV color Bar – Parcheggio privato –
Giardino -
4 stupende sale ristorante – Altissima qualità della gastronomia –
Carta dei vini
con oltre 200 etichette
PER LA NOSTRA CLIENTELA
Ingresso gratuito alla Piscina Coperta di 25 metri
Convenzione con le Terme Val Rendena, trattamenti estetici,
massaggi, cure termali Con sconti dal 25 al 50 %
Mountain bike gratis in albergo – escursioni gratuite nel parco con
le guide alpine
Per chi soggiorna più di tre giorni, compresa nel prezzo una serata
con "MENU’ DEGUSTAZIONE STELLATO"
Un pò di storia: Sulla strada che da Trento, snodandosi attraverso
le Giudicarie, sale fino a Madonna di Campiglio, l'antico borgo di
Spiazzo Rendena, raccolto intorno alla pieve di San Vigilio, si pone
quasi a discriminante fra i clamori del Trentino turistico e alcune
zone di insospettata, ancora integra bellezza paesistica.
A Spiazzo, in posizione dominante sulla valle Rendena e sul
ghiacciaio del Carè Alto, scintillante come una lama di coltello nel
contesto bruno e verde cupo di monti e boschi di conifere, si trova
la locanda Mezzosoldo, proprietà della famiglia Lorenzi da un
secolo. Un'eredità affettuosa e impegnativa che gli attuali
proprietari, Rino ed Eleonora Lorenzi, hanno saputo reinventare e
accostare alle proprie passioni, a ispirazioni tratte da culture
lontane, a una costante ricerca, insieme filologica ed ereticale,
condotta attorno alla tradizione culinaria locale.
"Quello che ci proponevamo", raccontano i Lorenzi, "era di
ridisegnare gli spazi originali della vecchia stazione di posta,
rimetterne in valore gli elementi autentici, come alcuni mobili ed
il grande lavello in granito. Ma, gradatamente, la nostra passione
per l'Asia delle grandi catene montuose ha preso il sopravvento,
quasi di forza ha richiesto sempre più attenzione, un ruolo da
protagonista occulto ma indubitabile".
Le erbe più inconsuete, i funghi, essenze preziose (come quel
mugòlio che, estratto dai giovani rami del pino mugo d’alta
montagna, nel secolo scorso era usato anche come medicinale) vecchie
e quasi scomparse varietà di frutta, formaggi di capra stagionati
pazientemente in grotte, sortiscono un’alchimia di gusti armoniosa
piena, talvolta sorprendente.
L'ambiente, la scenografia che fa da sfondo alla rappresentazione
gastronomica, è stato risolto anch’esso secondo una duplicità
progettuale.
Sulla griglia preponderante della Gemütlichkeit, del calore della
tradizione alpina, dei legni, delle stufe in maiolica, s’innestano i
colori, la forza simbolica, le grafie sofisticate dei tappeti, dei
tessuti orientali, in particolar modo tibetani. (Cesare Cunaccia -
AD n° 199)
Le sale in cui è suddiviso il ristorante ripropongono invece gli
interni di una classica residenza padronale mitteleuropea dell’arco
alpino. Laddove era il cucinone originario della locanda vi è ora
una Stube rivestita di una boiserie in abete su cui spiccano la
collezione di olle da burro in terra cotta smaltata verde brillante,
le stampe popolari a soggetto sacro, qualche ritratto familiare del
secolo XVIII. Fra i tavoli in noce trentini Luigi XVI ne risalta
uno, enorme, attorno al quale, lungo le panche che corrono alle
pareti, si possono sedere comodamente sedici persone.
La sala Biedermeier è una suite di morbidi accordi in noce biondo,
acero e ciliegio ebanizzato, contrappuntati dal rosa antico della
leggiadra stufa trentina neoclassica prodotta dalla manifattura
Bormioli nel 1820 e dai tessuti usciti dallo stesso laboratorio
viennese - ancor oggi attivo - che li produceva per Danhauser, il
“Boulle” austriaco dei tempi della Restaurazione. Ritratti familiari
ottocenteschi, una decorazione floreale di rose antiche, piccole
bacche, garofanini ispirata alla pittura di genere di Mayrhofer, di
Waldmüller, di Peter Fendi, la luce densa delle candele, completano
la magia di quest’ambiente dove - sono parole di Mario Praz in
visita a una villa nei sobborghi di Vienna - “si avverte quell’odore
soave di legno, di verde e di sole filtrati per estati innumerevoli
e rimasti là prigionieri”.
Una soleggiata veranda che strizza l'occhio alla vecchia edilizia
alberghiera campigliana ospita invece il giardino d'inverno. Qui
sono Hoffmann e Thonet a recitare da protagonisti accanto al vetro
veneziano degli anni Quaranta, al design di Carlo Mollino, a un
dipinto dell'americano Baumann usato nel 1951 per una copertina di
Life, posto a dialogare con disinvoltura col diciottenne Francesco
Giuseppe d'Asburgo in divisa da parata nel giorno della sua
incoronazione.
Ogni stanza della locanda si propone come un unicum, con i suoi
antichi arredi sempre diversi, siano quelli Biedermeier del primo
piano - dove affiorano anche tracce neoclassiche urbane, come il
mogano lucido di un letto a barca Impero - siano i mobili rustici
valligiani del secondo, mescolati alla toile de Jouy, ai bauli in
lacca tibetani a motivi tetantrici, alle vecchie tele religiose, alle
incisioni botaniche settecentesche
Esplorare il parco Naturale Adamello - Brenta procedendo dalla
vicina Val di Borzago, che nella parte alta si affaccia sui
ghiacciai del Carè alto o poco più in là addentrarsi nella Val di
Genova ed ancora raggiungere in pochi chilometri il gruppo delle
dolomiti di Brenta.
Per gli appassionati di Golf, da quest'anno è disponibile il campo a
nove buche di Caderzone (3 km).
Se il tempo fa i capricci è possibile accedere alla piscina comunale
di Spiazzo, da poco ristrutturata, per tonificare il corpo.
In inverno si possono raggiungere le piste di Pinzolo (5 km - Dos
del Sabion) oppure quelle di Madonna di Campiglio poco più distanti. |