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Semogo - Valdidentro 1345
s.l.m.(SO) Alta Valtellina,Lombardia Italia - Italy
Valdidentro è il territorio comunale più esteso della provincia di
Sondrio.
La valle si estende tra Bormio e Livigno, tra Bormio e Engadina,
ultimo baluardo tra il sud ed il nord delle Alpi. Un territorio che
si è sviluppato grazie all'economia agricolo-pastorale propria della
tradizione alpina cadenzata dai ritmi della monticazione - paese,
maggengo, alpeggio- alla ricerca dell'erba, unico alimento del
bestiame, e grazie ai traffici commerciali tra il Ducato di Milano e
la Repubblica di Venezia con l' Impero Germanico.
Un territorio che ha mantenuto i segni di un antico passato: le case
in legno e sasso, con annessa la stalla, abituali residenze dei
contadini; le baite in legno dimora estiva sui maggenghi al limitare
dei boschi; le baite in sasso ancor
più su, oltre il bosco, sugli alpeggi completamente privi di
vegetazione, pascoli estivi ancor oggi testimoni della cultura e
della tradizione dell'alta montagna.
E poi le insegne dei traffici militari e commerciali di allora: la
chiesa di Pedenosso che sorge isolata sulla roccia a guisa di
fortificazione e più su le Torri di Fraele sullo stretto passaggio
che domina la Valdidentro ed immette nella Val San Giacomo. Salendo
da Pedenosso, si giunge al pianoro di Prada. Qui la valle si apre in
un immenso anfiteatro di praterie dall'intenso verde alpino, nella
vastità dell'orizzonte, nell'ampio panorama su ghiacciai e cime
incantevoli.
È certamente uno degli angoli più fascinosi e riposanti,
respirandovi una tranquillità che, altrove, non è possibile
scoprire. Dal pianoro si affrontano i diciotto tornanti.
Giunti in prossimità della quindicesima curva, a destra si presenta
la ripida mulattiera, che portava al Passo delle Torri di Fraele.
Sono queste due massicce costruzioni, poste a guardia della
strettissima gola, tra il Monte delle
Scale (m. 2521) a est, e la Cima di Plator (m. 2910) a ovest. La
prima, più grande, si presenta in discrete condizioni, la seconda,
scoperchiata e
senza una parete, è ridotta ad un rudere, per questo sono in
programma dei lavori per il recupero e la valorizzazione di questi
beni storico-culturali simbolo della nostra valle.
Sino alla prima guerra mondiale, erano munite di trincee
inespugnabili verso la Val Fraele e, nel precipizio, di gradini
scavati nelle rocce e di travi poste trasversalmente, conficcate
nelle rocce e sospese nel vuoto (da cui il
nome di Scale). Queste erano disposte in modo da poterle toglierle
rapidamente. Secondo la tradizione locale, la "Forcella di Scale"
doveva essere un antico passo romano; (antica mulattiera e le
Torri risalirebbero all'epoca romana. L'Albero scrive che le Torri
risalgono con sicurezza almeno al 1300.
Come arrivare in Alta Valtellina:
In auto: All'uscita della autostrade, a Milano, si imbocca la Strada
Statale 36 Milano-Lecco-Colico, tutta a due carreggiate, e si
prosegue con la Statale 38 dello Stelvio fino a Tirano (165 km). Da
qui poi la strada continua fino a
Bormio (207 km) ed a Livigno (237 Km). |