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Dalle
origini al Medioevo.
La storia di Genova, a partire dall'origine pre-romana, ha come
protagonisti principali il mare e la città. Il primo insediamento
cittadino avviene in un territorio che vede la presenza dell'uomo
fin dalle epoche più antiche. Nel I millennio a.C. la presenza dei
Liguri, popolazione di origine mediterranea, è testimoniata su un
ampio territorio dell'Italia nord-occidentale. La stessa posizione
di Genova rispetto al mare ne determina i rapporti commerciali con
Fenici e Greci. La conquista romana, soprattutto grazie alle grandi
reti viarie, favorisce ulteriormente gli scambi. Il tardo impero e
l'Alto Medioevo vedono Genova dominata dai Bizantini, dai Longobardi
e dai Franchi; inoltre la città è soggetta alle incursioni navali
saracene e normanne.
Dalla Repubblica Marinara all’unità d’Italia.
A partire dal XI secolo Genova si afferma come una delle grandi
potenze marinare del Mediterraneo. I mercati genovesi penetrano fino
in Cina e stabiliscono rapporti commerciali con le potenze
dell'epoca. La Repubblica di Genova estende progressivamente il suo
dominio su tutta la Liguria e sulla Corsica e soprattutto si impone
- in competizione con le altre Repubbliche Marinare - come uno dei
principali porti del mediterraneo occidentale. Dal XIV secolo la
massima autorità cittadina è rappresentata dalla figura del doge,
espressione del difficile equilibrio fra le varie famiglie
aristocratiche che si dividono (anche urbanisticamente) la città e
che talora si appoggiano - anche per lunghi periodi - ai governi
stranieri con i quali intrattengono rapporti finanziari. Nel 1528
l'alleanza tra l'ammiraglio Andrea Doria e l'impero spagnolo di
Carlo V apre il cosiddetto Secolo d'Oro di Genova, caratterizzato
dallo straordinario slancio dei genovesi verso gli investimenti
finanziari in tutta Europa e dalla costruzione, in città, di
splendide ville e palazzi nobiliari. Il ritorno sotto l'influenza
francese, a seguito della presa di Genova da parte di Luigi XIV, nel
1684, coinvolge la Repubblica nelle lotte della corona di Francia
contro l'impero austriaco. Le truppe austriache occupano Genova nel
1746. Liberatasi grazie ad una sommossa popolare, Genova mantiene il
proprio governo come Repubblica aristocratica fino al 1797 e, dopo
la parentesi napoleonica, verrà annessa al Regno di Sardegna.
L'abitudine secolare dei genovesi all'indipendenza esprime alcune
delle figure più prestigiose del Risorgimento Italiano: Mazzini,
Mameli, Garibaldi. Proprio da Genova parte la spedizione dei Mille,
che porterà alla costituzione del Regno d'Italia.
Ottocento e Novecento.
Alla rinnovata importanza portuale nel quadro dell'Italia monarchica
si dovettero il grande sviluppo urbano (con il raddoppio della
popolazione fra Ottocento e Novecento) e il ruolo di polo marittimo
e di grande città industriale a partire dal complesso meccanico
dell'Ansaldo, dove si costruiscono le prime locomotive e navi in
ferro in Italia. La crescita economica impetuosa, la nuova vitalità
del porto e l'industrializzazione fanno di Genova uno dei fulcri dei
nuovi fermenti sociali: qui ha luogo nel 1892 il congresso dal quale
nacque il Partito Socialista Italiano. Nel primo Novecento Genova è
insieme la città dell'impresa meccanica, siderurgica, cantieristica
ed un grande porto di merci, crocevia dell'emigrazione italiana
verso le Americhe. Tuttavia, dopo la prima guerra mondiale (con il
fondamentale ruolo giocato dall'Ansaldo nella produzione bellica),
viene gradatamente meno la sua leadership nell'economia e nella
finanza. Genova assume - all'interno del triangolo industriale che
comprende anche Milano e Torino - la funzione di polo principale
dell'industria pubblica, motore economico che dà ossigeno
all'economia genovese dopo la depressione del '33 ma ne affida
strutturalmente le sorti allo Stato. Nel secondo dopoguerra si
registra, in coincidenza con la seconda fase
dell'industrializzazione, la massima esplosione demografica della
città (850.000 abitanti negli anni '60) ma il modello di sviluppo
tradizionale (industriale - portuale) della città viene meno con il
venir meno negli anni '80 della grande industria di Stato e,
conseguentemente, della sua connotazione - anche sociale - di città
«di fabbriche e di operai».
La città di oggi.
Oggi, agli inizi del terzo millennio, dopo una fase di declino
economico e demografico (Genova ha attualmente circa 650.000
abitanti), si assiste ad una ripresa e ad un crescendo esponenziale
dei traffici e del ruolo portuale. È ancora nel porto infatti che
possiamo leggere la storia della città: tornato ad essere il più
importante del Mediterraneo è luogo di attività commerciali e
industriali, ma anche punto di arrivo e di passaggio per il turismo
e, addirittura, nella sua parte storica ristrutturata (il Porto
Antico), area turistico/culturale per eccellenza che collega lo
splendido centro storico al mare. Il nuovo disegno
economico-strategico della città vede una Genova città portuale,
turistica e culturale, orientata ai servizi, dove sempre più si
afferma anche un'economia a carattere tecnologico, legata
all'elettronica e all'informatica, di carattere privato o
multinazionale. (testi presi dal sito Il sito ufficiale di Genova
2004 capitale europea della cultura) |